Uragani, verso un estate record Per il National Hurricane Center durante i mesi estivi si assisterà a un forte impennata di eventi atmosferici estremi. Pubblicato il 03/06/08 in Scienze e tecnologie. Contro corrente Sta arrivando l'era glaciale Il meteo-man Roberto Madrigali prevede l'arrivo di freddo e gelo L’imminente stagione calda non promette nulla di buono. Almeno dal punto di vista meteo. L’estate 2008 potrebbe portare a forte incremento di uragani e tempeste tropicali rispetto alla media. La previsione, che arriva dal National Hurricane Center, con sede negli Usa, a Miami, stima un aumento da sei a 12 per le tempeste tropicali e tra sei e nove per gli uragani. Di questi almeno cinque saranno di categoria “distruttiva”. Prevedere in anticipo fenomeni come gli urgani è essenziale. Avvertire in tempo, per allestire strutture di sicurezza idonee, significa salvare migliaia di vite umane. Basta pensare che solamente negli Stati Uniti circa 35 milioni di persone vivono sulle cose, in zone a rischio. Un territorio che va dalla North Carolina al Texas. L’aumento degli eventi estremi è direttamente legato alla crescita della temperatura globale. Per rimamene ancora nelgi Usa, è stato calcolato che le traiettorie degl uragani caraibici sempre più spesso sconfinano più a nord, verso le coste statunitensi. Secondo gli studiosi il 69% delle tempeste devia, oramai, verso gli Usa, mentre solo nel secolo scorso ciò si verificava, in media, il 52% delle volte. Il 2008 sarà un anno delicato, ma non il peggiore. Il numero delle tempeste non dovrebbe raggiungere l’intensità dei due anni record il 2004 e il 2005. E’ stato, quello, un biennio funesto: gli uragani Frances, Jeanna e Katrina, proveneinti dai Caraibi, devastarono le coste Usa, portando distruzione e morte. Sul banco degli imputati, come causa primaria dell’aumento degli eventi atmosferici estermi, c’è il riscaldamento globale. Lo rivelano numerosi studi scientifici, c’è una concordia quasi totale degli scienziati. Recentemente sul giornale britannico Nature, è stato pubblicato uno studio secondo il quale le acque più calde dei mari hanno causato un aumento del 40% degli uragani a partire dalla seconda metà degli anni ’90. Anche gli inizi del 2008 confermano il trend di crescita delle temperature globali. La piovosa primavera che ha colpito il Centro-Nord italiano non deve trarre in inganno, perché fa sempre più caldo. Nella nostra penisola la stagione di mezzo si è chiusa con uno scostamento dai valori medi di + 1,5 gradi. E a livello globale temperature sopra la norma sono state rilevate sia al Polo Nord sia al Polo Sud. Dopo tutto la corsa dell’anidride carbonica, la principale causa del global warming, non si ferma. L’uomo continua incessantemente ad immettere CO2 in atmosfera, a ritmi sempre più sostenuti.
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