Un'altra domenica in veneto
Ritrovo al bar dello stadio in primissima mattinata. Dopo un po’ di chiacchiere e una sana colazione parte la prima avanguardia: oggi direzione Padova! Il viaggio procede molto bene. Il clima è ideale per una partita di calcio, “alla faccia” di chi ha rinunciato alla trasferta per andare in spiaggia… L’idea è quella di gustare uno spritz nella meravigliosa Piazza delle Erbe ma, complice l’orario un po’ troppo ristretto, dopo una brevissima sosta su Corso Milano, si decide di rinunciare e di dirigersi presso la trattoria “Basso Isonzo” (O Alto?? Non ricordo…).
Ad attenderci ci sono altri fanatici giallorossi ed una tavolata per 25 persone prenotata a nome di CURIALE!! Quando si dice lo stile!! Il piano strategico è quello di mantenere il più rigido anonimato: siamo pur sempre a Padova città, una tifoseria rivale che i quotidiani riferiscono in fermento per la semifinale playoff. Per altro, all’ingresso del locale sono affissi alle pareti numerosi gagliardetti del Padova Calcio ed almeno un tavolo è occupato da commensali un po’ troppo biancorossi che ci osservano con sguardi non troppo benevoli. Dopo il primo giro di caraffe di vino salta la copertura: parte il primo coro “I Ravennati sono dei gran bevitori…” e da lì a poco avanti con il solito e storico repertorio: spunta addirittura un megafono, anzi “Il megafono”, quello del “ragazzo eccezionale”!! La gioia (o l’incoscienza!) per un prepartita così importante mettono in secondo piano tutte le titubanze e gli accorgimenti del caso. Sono presenti molti “forumisti”, ognuno dà il meglio di sé e la rimpatriata giallorosa è davvero gradevole. I più temerari ordinano trippa in brodo, rischiando una gastroscopia immediata; al secondo giro di caraffe la qualità delle pietanze si trasforma in superba…; il volume romagnolo diventa un po’ troppo alto e i camerieri invitano alla calma: il megafono è incontrollabile!! Dopo aver salutato i ristoratori locali, i cori proseguono fuori dal locale fino allo stadio.
Qui il gruppo giallorosso si infoltisce positivamente. Oggi siamo presenti oggettivamente non in numero elevato ma pur sempre discreto. Il tifo è continuo e molto compatto. I vessilli giallorossi sventolano fieri al vento ed è presente anche una rappresentanza degli amici da Vicenza. Lo stadio non presenta il tutto esaurito preventivato alla vigilia. Il gruppo attivo del tifo padovano è molto folto ma, complice l’acustica di uno stadio davvero orribile (a detta degli stessi veneti), non si distingue per incisività (o almeno i cori si sentono poco e nulla dal settore giallorosso). Creano una bella sciarpata e sbandierata nel secondo tempo ma nulla di più. Anche le offese, si sentono pochissimo!
Il primo tempo è bellissimo. Complice un iniziale timore reverenziale degli uomini di Atzori il Padova pressa con forza il Ravenna conquistando già al decimo minuto il vantaggio con il solito Varricchio. I giallorossi hanno una grandissima reazione e, dopo solo sette minuti, pareggiano con super Zizzari, servito da una grande giocata di Pettinari. La gara si infiamma. Il Ravenna costruisce diverse manovre di gioco di grande spessore. Non mancano però i rischi e Brignoli si rivela ancora super e decisivo. Tra i migliori in campo, Sciaccaluga (tocca come al solito tantissimi palloni ed è finalmente in grado di allargare con efficacia la manovra), Pettinari (compie diversi dribbling e serpentine spettacolari), Trotta (forse la migliore partita da quando è a Ravenna). Un riconoscimento particolare al bomber Zizzari ed al ritrovato Curiale che lotta fino a quando ha ossigeno. Un plauso anche a tutta la difesa, in grado di conservare il pareggio per tutta la ripresa. Nella seconda parte della gara, infatti, un Ravenna troppo rinunciatario ha davvero rischiato troppo, chiudendosi inspiegabilmente e praticamente rinunciando ad ogni manovra costruttiva. Sembrava di assistere all’incubo del secondo tempo di Cesena…
Al triplice fischio dell’arbitro (uomo nero che nella ripresa ha perso un po’ la bussola..) esplode la gioia, ancora doverosamente contenuta, dei giallorossi. La squadra saluta la curva ed ora si pensa solo al ritorno; serve dirlo ancora? Tutti al Benelli domenica!
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